Patria

Terrorismo. Parola che ormai s’associa generalmente agli attentati di diversa natura che flagellano molti paesi nel mondo. Si dimentica facilmente invece che gli atti di terrorismo che iniziarono ad avere una risonanza mondiale nacquero in alcuni paesi Europei come in Italia, con il terrorismo stragista fascista (e poi le BR), e in Spagna con l’ ETA.

Nel bellissimo romanzo Patria di Fernando Aramburu, seguiamo la storia di due famiglie basche nel corso di quasi 50 anni di lotta armata tra l’ETA e il governo spagnolo per l’indipendenza dei paesi baschi. Le due famiglie provengono entrambe dalla regione basca ma una crede nel fatto che il paese è uno e indivisibile, mentre l’altra lotta per quello che loro chiamano la libertà dall’oppressore.

L’abilità dello scrittore viene dal fatto che qualcosa di così grande e impattante per un intera nazione, viene vissuta e compresa attraverso ogni componente delle due famiglie. Da una parta la famiglia di Txato, imprenditore, e sua moglie Bittori e i loro due figli. Dall’altra Joxian e sua moglie Miren e i loro tre figli. Uno sarà la vittima di un omicidio a sfondo politico, e l’altro dovrà farne i conti visto che uno dei suoi figli fa parte dell’organizzazione terroristica.

Con cambi temporali e capitoli dedicati ad ognuno dei protagonisti, Aramburu con abilità e grande capacità, ci racconta il come e il perchè i protagonisti sono diventati quello che sono. Qui si conferma l’idea che ogni essere umano riflette e rappresenta qualcosa di più grande, facendo di conseguenza parte di parole come nazione, paese e patria.

Nonostante le sue 600 pagine, il libro scorre grazie al dono che Aramburu ci regala con le parole appassionandoci a una storia che diventa vera come è vero il sangue di moltissime vittime dell’ETA durante gli anni degli scontri.

Un libro assolutamente da leggere.

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.