“Non ci sono né cattive erbe né uomini cattivi ma solo cattivi coltivatori” – Victor Hugo
Il film finisce con questa frase, dopo che lo schermo diventa nero e ci lascia pieno d’emozione.
Les Misérables opera prima del regista Ladj Ly inizia con la gente per le strada mentre festeggia la vittoria della Francia dei mondiali di calcio del 2008. Sappiamo tutti che la multietnicità di Parigi, per esempio nel 2005, ha portato a vere e proprie sommosse popolari tra i “migranti” e le autorità francesi.
Ly prende lo spunto appunto dai movimenti del 2005 per narrare quello che accade tra gruppi di ragazzi di diverse etnie e una squadra di polizia composta da due poliziotti esperti e un nuovo collega appena arrivato alla sua nuova destinazione.
Il film, dal taglio documentaristico, più che dare peso agli eventi vuole farci vedere le dinamiche tra la parte popolare e straniera della città e l’autorità che rappresenta lo Stato.
A volte vere e proprie guerre sono iniziate da eventi di relativa importanza, ma in questo caso vediamo che piccoli fatti, più o meno importanti, si sommano e quando la misura è colma, basta una scintilla, magari scaturita da un errore, che fa precipitare tutto.
Il film ha un ottimo ritmo e gli attori, quasi tutti non professionisti, rendono in maniera cruda quello che succede senza manierismi di sorta.
Il film ha vinto il premio della giuria a Cannes ed è stato candidato agli Oscar come miglior film straniero.
Un film da vedere assolutamente.