Frozen

E una bella domenica pomeriggio, fredda ma assolata, mi sono visto Frozen. Inizio con il dirvi che anche se non avete bambini, o se i vostri sono in età di matrimonio, continuate a vedere i film d’animazione. Sono diventati film a tutto tondo, con grandi professionisti che si curano degli aspetti tecnici e delle musiche, e con regie e sceneggiature che non hanno nulla a che invidiare ai film “normali”. Il nuovo trend delle pellicole disney ora verte sull’analisi delle dinamiche famigliari. Prima si parlava di quelle primarie tra madre, padre e figli. Ora invece abbiamo relazioni tra fratelli e sorelle, analizzando i figli ormai cresciuti che entrano nella fase decisiva della loro indipendenza. Frozen, liberamente tratto dalla favola Snedronningen (la regina delle nevi) dello scrittore Danese Hans Christian Andersen, narra della relazione tortuosa tra due Principesse sorelle che vivono nel regno di Arendelle, da qualche parte del nord delle Danimarca. Una delle due, Elsa,  ha un potere magico, quello di  ghiacciare tutto ciò che tocca con le sue mani, e i genitori tentano di isolarla perché capiscono che il suo potere potrà solo che aumentare e diventare potenzialmente pericoloso. L’altra sorella di carattere forte e curioso, Anna, la cerca per giocarci e per vivere  l’infanzia con lei e non capisce dunque il motivo perché i suoi genitori la isolino dalla sorella. Dopo la morte accidentale del re e della regina, le due principesse rimangano da sole e nel momento del coronamento della maggiore, Elsa, tutto quello che era rimasto in segreto viene drammaticamente portato alla luce. Elsa fugge soprattutto per fuggire dal suo destino, ma Anna non si arrende e da sola nella neve cerca di ricongiungersi con la sorella.

Il film non giunge nulla di nuovo al classicismo Disney. Abbiamo il cattivo, l’amico di cui si è innamorati ma si capisce questo solo alla fine, c’è pure il personaggio divertente e strano che in questo caso prende la forma di un pupazzo di neve dall’innocenza alla Forrest Gump. I valori del film invece vengono dalla sceneggiature che non ci lascia mai vuoti della tensione narrativa, dai disegni e dalla scenografia che sono bellissimi, e soprattutto dalla musica. In verità il film è appassionante e praticamente perfetto, e ci sono diverse scene che non si dimenticheranno facilmente. Una scena in particolare ci disegna con semplicità e drammaticità, la difficoltà delle scelte umane e quanto l’amore possa portare al sacrificio. La scena è forte e volutamente silenziosa. Ti lascia sospeso quasi senza respiro, e ti commuove profondamente. Ho letto che Frozen ha vinto ieri sera l’oscar come miglior film d’animazione e per le musiche.Strameritato a mio parere.

Divertitevi .

P.S. Onore e gloria all’Oscar per la  “Grande Bellezza” film che o si ama o si odia. A scanso d’equivoci io l’ho amato e ho fatto il tifo per Sorrentino.

Viva l’Italia !!!   (quando ce vo ce vo)

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