Dead can Dance

Ieri sera sono andato a vedere il concerto dei Dead Can Dance. Si lo so, vi vedo tutti guardare lo schermo e pensare “e chi so sti Dead Can Dance?”. Nel 1981 due Signori Australiani, tale Lisa Gerrard e Brendan Perry, musicisti, cantanti, e amanti della musica hanno creato un gruppo che si è messo a studiare sonorità antiche e nuove creando un progetto unico nel suo genere. Wikipedia denomina la loro musica come : dark wave neoclassico, dark wave, wave etereo, rock gotico, post punk. Direi un poco limitante. Queste sono i dettagli dovuti per cercare di spiegare chi siano. Dovete sapere che Gerrard e Perry hanno delle voci bellissime, forti, ma soprattutto antiche e mistiche. La loro musica è un viaggio nel mondo attraverso note e respiri antichi. Canti Persiani, Gaelici, arabe, e medioevali sono miscelate con sonorità elettriche e oniriche.

Il concerto è stato uno dei più belli che io abbia mai vissuto. I musicisti non regalano nulla al pubblico oltre che la loro abilità. I gesti sono minimi,  le luci avviluppanti, suonano e si muovono sul palco solo per creare la musica. La Gerrard, vestita come una regina medioevale, è imperturbabile nella sua regale fissità, ma quando chiude gli occhi e respira il suo canto ci dona note delle nostre vite antiche, di ere buie e mistiche dove la vita era un’altra cosa. Brendan Perry, vero guru del gruppo, ha una voce e una intonazione che lo porta ai gradini più alti della capacità canora.

Difficile trasmettervi l’ondata di emozioni che le note ci hanno donato. Sonorità antiche che toccano la nostra essenza. Tamburi profondi che fanno vibrare l’aria, vecchi strumenti che ci fanno ricordare, canti e cori che fanno rabbrividire per la loro bellezza. Ci hanno portato in una chiesa umida, su un campo di battaglia, in un porto greco, in una battuta di caccia, e noi li a muovere le teste, i piedi, il corpo per seguire le onde che ci colpivano.

Musica unica, concerto unico. Se vi capita questa estate fatelo. Mettetevi comodi al buio, sorseggiando quello che volete, in buona compagnia, e fatevi rapire per favore. Non serve il riscatto.

 

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