Carter James è un giovane disegnatore grafico di colore. Ha incontrato la sera prima una ragazza, Perri, e ha dormito la notte da lei. La mattina dopo si sveglia e i due scherzano su quello che è stata la loro notte assaporandone la novità. Mentre lei si prepara e fa colazione, lui la lascia per andare ad accudire Jeter, il suo cane che lo aspetta a casa.
Carter scende per strada e si accende una sigaretta. Un signore mentre cammina bevendo il suo caffè cozza contro Carter creando un momento di subbuglio. Entrambi si scusano, ma la scena viene vista dall’ Agente Merk che si avvicina al ragazzo.
Nasce un’interazione tra i due che, seguendo quello che accade tutti i giorni negli States, va a finire molto male. I due non riescono a capirsi, la situazione s’aggrava velocemente per Carter, che viene ucciso seguendo le regole d’ingaggio dall’Agente Merk. Stacco.
Carter si sveglia nel letto con Perri al suo fianco. Si ricorda che ha sognato la scena con l’Agente Merk e rivive il tutto con angoscia. Scende dalle scale per andare a casa e accudire Jeter, ma si ritrova al’Agente Merk davanti. E così via. E così via.
Per chi non vive negli Stati Uniti e non conosce realmente le forti contraddizioni di quel paese, e soprattutto di quella cultura, il corto Two Distant Strangers di Travon Free e Martin Desmond Roe, candidato agli Oscar, rende giustizia alla situazione che vige da tempi immemori riguardante le relazioni esistenti tra diverse parti della loro società.
Usando l’escamotage del loop temporale, e con pochi personaggi principali (il ragazzo, l’agente di polizia, il cane) gli ideatori permettono a questa bellissima opera di entrare in profondità delle vere cause del razzismo statunitense dando anche, e questa è la sua grandezza, alcune risposte e soluzioni.
La realtà è quella che si vede. Quella parte della società, i black, vengono uccisi mentre guidano le macchine, mentre mangiano il gelato, mentre fanno la spesa. Situazioni normali che finiscono in dramma semplicemente perché ci sono preconcetti talmente radicati che rendono quasi impossibile quello che sarebbe l’unica soluzione: empatia.
Il corto è bello e molto forte emotivamente, e va visto da tutti. Gli attori sono bravi. Il rapper Joey Bada$$ è un convincente Carter, l’attore inglese Andrew Howard è l’ottuso Agente Merk, e Zaira Simone è l’ignara Perri.
Jeter è il cane che diventa in effetti fulcro della storia e nemesi di quello che viene cercato da Carter.
In fondo, volevo solo andare dal mio cane.