Lorena Ramirez ha ventiquattro anni. Vive nel paese di Ciènaga de Noragachi nel nord dello stato del Chihuahua in Messico.
Lorena è della tribù dei Tarahumara (Raramuri) che vuol dire “piedi buoni per la corsa”.
Per andare a scuole i bambini devono camminare per 5 ore e per fare la spesa devono camminare per 2 ore, allora corrono per fare prima.
Lorena corre ogni giorno per portare a pascolare le sue capre su stradine impervie in mezzo alle montagne e le valli di una delle zone più selvagge del Messico.
Siccome le piace correre, un giorno decide di partecipare a una corsa ultratrail a Cerro Rojo. 50 km di corsa in mezzo al nulla. Dopo due giorni di viaggio, si presenta al via con i suo sandali huaraches, una maglietta e una gonna bella e colorata. Vince la corsa in 7 ore e 3 minuti. Si porta a casa 6000 pesos che servono come ossigeno alla sua famiglia.
Le piace correre le ultramaratone, quelle di 100 km, che finisce in poco più di 15 ore. Nel bel documentario del regista Juan Carlos Rulfo (si trova su Netflix) la seguiamo mentre corre concentrata e in sottofondo ascoltiamo voci di vecchie donne che cantano antichi versi sul legame che questi popoli hanno con la natura.
Un giorno Lorena riceve un pacco. Dentro al pacco c’è un paio di scarpe da ginnastica rosse, da corsa. Lei sorride e dice “io corro con i sandali e batto la gente che usa queste, non le userò di certo”.
Parla poco Lorena e pensa alla sua famiglia e alle sue capre. Corre senza fatica con le sue gonne colorate e i suo sandali, e respira il vento annusando i profumi di forze radicate nella natura.
Corri Lorena e portaci con te senza mai fermarti.
Corri anche dopo che noi si siamo fermati.