3 libri

Tante, troppe cose sul piatto in questo periodo ragazzi. Stiamo andando verso qualcosa di nuovo, o almeno…così credo dopo aver letto e visto ciò che vi vado a raccontare. Inizio con un piccolo libro che stava sotto l’albero: “Per dieci minuti” di Chiara Gamberale. In soldoni succede questo, la Gamberale viene mollata dal marito dopo tttaaaannnnttttiiii anni d’amore e va dalla psicologa (Steneriana). Quest’ultima, invece di farle sedute piene di dolore e lacrime, le dice “allora….ascolta….tu ogni giorno mi fai qualcosa per 10 minuti che NON HAI MAI FATTO nella tua vita…per un mese….punto”. Ogni capitolo la protagonista ci racconta cosa ha fatto in quei dieci minuti. Episodi buffi, pieni di paura, che però lentamente la fanno alzare in volo sopra il dolore della fine dell’amore e le fanno vedere che lei, e il mondo, e gli altri, esistono. È un libretto che si fa leggere, soprattutto per andare a vedere cosa s’inventa l’autrice di nuovo nel capitolo successivo. Da unghie dipinte di rosa shocking, a vestirsi da babbo natale, veniamo trascinati dalla nascita di una nuova vita che, anche se con sofferenza, si poserà su altre fondamenta. Tenetevi in mente il concetto che poi ci ritorno.

Secondo libro, molto bello, è “Gli sdraiati” di Michele Serra. È un libro pieno d’amore, di un amore paterno verso il figlio che rappresenta un mondo diverso, lontano, a volte incomprensibile. Eravamo anche noi così agli occhi dei nostri genitori? Serra dice che non era proprio così, che una labile tradizione “famigliare” rimaneva comunque nei nostri geni. Qui invece ci narra nudo e crudo quello che vede del figlio, quello che non capisce (tanto) e quello che spera di aver capito (poco). Chiunque ha avuto a che fare con l’educazione di un ragazzo, figlio o altro, si ritrova pienamente nelle parole dell’autore. La cosa peculiare è che Serra sembra non avere speranze davanti a questo netto e drammatico cambio generazionale che ha prodotto ragazzi multi-tasking, multi-mediale, che hanno accesso a tutto il sapere del mondo e che dall’altro canto non sanno cosa farci. Serra crea la metafora di una guerra tra vecchi e giovani, dove concretizza le sue idee e le sue paure che vogliono e desidererebbero essere smentite. Solo quando una persona s’incaponisce a voler capire, dimostra il suo amore…e Serra che lotta e s’incazza davanti a suo figlio mostra il più grande gesto d’amore che un genitore può avere. Da leggere assolutamente.

Il terzo libro che vi consiglio vivamente è “Il desiderio di essere come tutti” di Francesco Piccolo. Il libro forse più maturo dello scrittore Casertano ci fa vivere gli accadimenti degli ultimi 40 anni di vita politica e sociali in Italia attraverso gli occhi di lui bambino, e poi ragazzo, e poi adulto. La sua capacità straordinaria di entrare in profondità della cose partendo dalla banalità, ci permette di toccare tempi ampi e profondi partendo da quando Piccolo vide una partita di calcio e divenne comunista, o quando ebbe la diarrea e capì che quello che “stava intorno a lui” coinvolgeva “anche lui”. È un libro che mette un punto, e apri ulteriori riflessioni sul futuro. Dopo la fine della guerra del Vietnam, dopo svariati anni, uscirono diversi film che raccontavano cosa fosse stata la guerra. “Platoon”, “Apocalypse now”, lo stesso “Good morning Viet Nam”. Si diceva in quei tempi che gli americani erano pronti a rivedere le loro scelte e analizzare la guerra. Avevano vissuto il tempo giusto per essere consapevoli. Piccolo fa lo stesso con questo libro. Parla di Berlusconi, ma parla soprattutto della sinistra, di quella parte della società civile che non si è voluta sporcare le mani e ha lasciato campo libero al caimano. Le sue riflessioni mi hanno aperto uno squarcio, e mi hanno permesso di vedere molte cose in modo più pacato e riflessivo. Un libro interessante che invito a tutti, soprattutto comunisti e di sinistra (insomma, quelli che ancora si sentono da quella parte) di leggere. In fondo, Piccolo si chiede: Possiamo essere felici quando gli altri sono infelici? E poi magari, se volete, facciamo un bel dibattito al Palladium.

 

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.