Promethius

Dunque una sera calda a Washington quattro signori sono andati in un cinema IMAX 3D dove la coca cola piccola e’ di mezzo litro, la temperatura è pinguinesca, e dove hanno comprato i biglietti per vedere l’ultimo sforzo creativo di Ridley Scott, Promethius.
Non so se lo avete già fatto, ma vedere un film su uno schermo IMAX e’ una vera e propria avventura sensoriale. Naturalmente vedere un film di fantascienza poi, sopratutto del creatore di Alien e Blade Runner, ti fa vivere una esperienza difficile da dimenticare. Dico subito che la storia è quella che è . Qui negli States su internet e in televisione fanno a gara nel prendere in giro gli sceneggiatori per le tante incongruenze della storia. Devo dire che hanno ragione, ma dico anche che le scene, la nave spaziale e alcuni dei protagonisti ti fanno perdonare le cazzate che ti propinano. Come al solito Scott fa ruotare la storia intorno a due protagonisti principali: una donna e un androide. Dave, l’androide recitato da Fassbender è superlativo. Voce, movimento, e il solito “non blinking eye” ci danno la sensazione molto piacevole e un po’ malinconica dei replicanti di passata memoria. Ottima invece è quello che ci regala Noomi Rapaci con la sua dottoressa guerriera che è la prima a capire tutto e a cercare risposte davanti alla paura. Menzione speciale va a Idriss “Luther” Shelba per il suo capitano eroico e determinato. Nel dipanarsi della storia conosceremo Ingegnieri genetici creatori di mondi e anche di noi, i soliti vecchi e buoni mostri di Alien, vermi cattivi, melma grigia, e tanti altri protagonisti di angosce e paure sopite. Eleggo a scena madre quella dove Noomi, dopo che si accorge di essere stata “infettata” dagli alieni, decide di “curarsi” da sola . Scena tosta che non vi lascerà indifferente. Furbescamente tentano di dare spessore al film chiedendosi “da dove veniamo” e altre disquisizioni filosofiche ma non abbiamo qui lo spessore di Kubrick ma andatelo a vedere come siete andati a vedere Avatar. Merita la visione per la creatività, per gli scenari, e perché alla fine capisci che questo film è un prequel a Alien, ma Scott ha già detto che mancano due film ancora per arrivare al primo Alien. Preparate i pop corn. Nota finale. Nei cinema Americani vendono i cartelli dei film in programmazione per beneficenza. Quando esci li trovi su un tavolo e paghi quello che vuoi per aiutare la comunità . Bella cosa direi.

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